GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO (G.A.P)

PREMESSA

La ragione per la quale mi sono interessata a questo argomento, divenuto uno dei più controversi e dibattuti negli ultimi anni, è legata ad un mio pensiero rivelatosi poi totalmente errato,  che il gioco d’azzardo fosse un vizio e la ragione per la quale molte persone ne erano coinvolte una semplice mancanza di volontà che li portava a distruggere le loro vite.  Nel 2012, colpita da alcuni fatti di cronaca nera legati al mondo dell’azzardo e dell’usura,  ho  scelto tale argomento per l’ elaborato conclusivo della Scuola superiore di Grafologia che frequentavo. Volevo  rilevare le variazioni (se ce n’erano) dei parametri grafici di un soggetto che, affetto da  dipendenza patologica da gioco d’azzardo, iniziava  il suo cammino di recupero all’interno dell’ Associazione dei Giocatori Anonimi.[1]
Il lavoro non è stato semplice, una iniziale diffidenza da parte dei membri dell’Associazione,  nei miei confronti  mi ha ostacolato nei primi approcci, “la grafologia non è una scienza conosciuta come la psicologia o la sociologia che hanno radici più antiche”, ci sono principi cardine in queste associazioni come l’anonimato, e l’esclusione di qualsiasi intervento socio-sanitario (medici o psicoterapeuti) nelle loro riunioni che hanno creato un pre-giudizio assolutamente comprensibile nei miei confronti. Non mi sono arresa.
 L’argomento mi interessava ed ero convinta che ne sarebbe valsa la pena e così è stato, da un primo contatto fortunato avvenuto telefonicamente e seguendo i consigli di questa persona interna all’Associazione che forse per prima ha capito la mia onestà intellettuale e riservatezza, poco alla volta sono riuscita a conoscere alcuni di loro.
In una stanza [2] è stata fatta una coscienza di gruppo[3] e i partecipanti hanno deliberato che avrei potuto assistere a quelle che vengono chiamate “riunioni aperte” o “congiunte” nelle quali sono ammessi parenti o amici di giocatori che avessero manifestato la volontà di partecipare. Tali riunioni nel mio caso si tenevano una volta al mese.
Sono andata ogni volta che mi era possibile, assistevo alle loro condivisioni, acquisivo le scritture che mi necessitavano e non c’è stata mai una volta in cui non mi sia stupita  di come ci fosse una disponibilità e una apertura spontanea l’uno verso l’altro (anche nei miei confronti) e di come persone così diverse tra loro fossero unite durante la “condivisione” da un sottile filo di energia che li legava e sosteneva al di là delle parole che venivano o non venivano pronunciate.
Le scritture raccolte nell’arco di tempo che va dal 2013 al 2016  sono la testimonianza del cammino che alcuni di loro hanno fatto per migliorare la loro vita e soprattutto per ricominciare a vivere.
Durante questo periodo nel quale sono stata “adottata” dai G. A, non nego ci sia stata anche una mia personale crescita, si è rafforzata sempre più l’idea che il risultato che essi raggiungono, è la prova non di debolezza (per essere caduti nella malattia) ma di forza e tenacia per continuare a mantenere la loro sobrietà nonostante la compulsione a giocare sia sempre una costante della loro quotidianità.
 Per quasi tre anni ho partecipato alle riunioni aperte[4]  ascoltando le loro storie e festeggiando i loro compleanni.[5] e ripensandoci credo di aver ricevuto molto più di semplici scritture su fogli di carta.
Colgo in questa sede l’occasione per ringraziare tutti coloro che si sono messi in gioco per me aiutandomi e fornendomi materiale di studio e soprattutto li ringrazio per la disponibilità e la pazienza che hanno avuto nel rispondere alle mie mille domande in tutto questo tempo.

Introduzione al concetto di dipendenza


[1]  LA GRAFOLOGIA E IL GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO Percorso di recupero nelle Associazioni dei Giocatori Anonimi
[2] Viene chiamato così il luogo in cui si riuniscono settimanalmente i membri dei Giocatori Anonimi.
[3]Tutti coloro che partecipano alle riunioni votano affinché una proposta sia accettata o meno, in questo caso accettarono la mia presenza.
[4] Riunioni in cui oltre ai giocatori erano ammessi anche familiari ed amici.
[5] Con il termine compleanno si intende il periodo di astinenza e sobrietà.