Fonte : Quaderni di scrittura libreria G. Moretti

Non esistono venti favorevoli per chi non conosce la meta”

(Guglielmo D’Orange)


Che cosa è dunque l’orientamento?

Una vastissima letteratura è disponibile su questo aspetto, ma la migliore definizione è sempre quella che sa legare l’io-soggetto con la meta-oggetto attraverso il tracciato di un percorso dapprima ideale, poi progettuale e via via reale. un percorso le cui tappe siano tratti di vita vissuta e di vita da spendere con saggezza, per dirla come il Pistalozzi secondo il cuore che sa intuire, la mente che sa capire e la mano che sa eseguire.

Orientare è allora prima di tutto saper investire le risorse personali scoperte dentro di sé e e risorse altrui (dello Stato, della famiglia della scuola e della società) rese disponibili per convenzione.

Orientare è  saper progettare la propria vita scoprendo la meta finale e le mete intermedie attraverso un’analisi puntuale dello scenario socio- professionale e le scelte doverose talvolta anche sofferte, valutando le risorse (temporali, finanziarie e biopsicofisiche) da impegnare calcolando il rischio di insuccesso, individuando i mezzi e i modi più opportuni per una percorribilità agevole della strada tracciata.

Orientare è soprattutto orientarsi.

I genitori, gli insegnanti e gli operatori delle istituzioni sociali devono maieuticamente aiutare il giovane a guardarsi dentro e a guardarsi intorno, insegnandogli a confrontare l’io ideale con l’io reale, l’immagine interna, con quella esterna, che corrisponde poi, quest’ultima alla considerazione degli altri. […..]

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Introduzione: Giordano Pierlorenzi 
              Quaderni di scrittura a cura 
             dell'Istituto Grafologico Girolamo Moretti